La controversia Pelagiana in Oriente

Malavasi, Giulio; Malavasi, Giulio
La controversia Pelagiana in Oriente
 
Reihe
Bandnummer
60
Auflage
1. Auflage
Umfang
318 Seiten
Einband
kartoniert
Erscheinungstermin
01.05.2022
Bestell-Nr
16650
ISBN
978-3-402-16650-5
Preis
54,00
Questo volume analizza la parentesi orientale della controversia pelagiana (411-431). La prima parte prende in esame le modalità con cui Pelagio, Celestio e Giuliano d’Eclano, i principali membri del movimento pelagiano, sono stati accolti o respinti dai vescovi orientali. Infatti, è solo con il concilio di Efeso (431) che il pelagianesimo è diventato un’eresia diffusamente condannata in Oriente. La seconda parte si concentra sui polemisti anti-pelagiani latini residenti in Oriente, come Girolamo, Orosio e Mario Mercatore. Tramite il confronto tra la loro polemica anti-pelagiana e quella di Agostino, si è dimostrato che opporsi al pelagianesimo non ha significato necessariamente condividere in pieno la teologia agostiniana.

This volume analyzes the Eastern theater of the Pelagian controversy (411-431). The first part examines how Pelagius, Caelestius, and Julian of Aeclanum (the main protagonists of the Pelagian movement) were received by different Eastern bishops during the controversy. As will be seen, it was only at the Council of Ephesus (431) that Pelagianism became a heresy condemned widely in the East. The second part of this study turns to the Latin anti-Pelagian polemicists living in the East (e.g., Jerome, Orosius, and Marius Mercator). By comparing their anti-Pelagian efforts with Augustine’s, it will be shown that opposing Pelagianism did not necessarily require a full embrace of Augustinian theology.
In questo volume è stata studiata in maniera complessiva la parentesi orientale della controversia pelagiana (411–431). La ricerca è divisa in due parti. Nella prima, sono stati esaminati i rapporti che i principali esponenti del movimento pelagiano (Pelagio, Celestio e Giuliano d’Eclano) hanno intrattenuto con i vescovi orientali con cui sono entrati in contatto (Giovanni e Prailo di Gerusalemme, Attico di Costantinopoli, Cirillo d’Alessandria, Teodoro di Mopseustia e Nestorio). In questo modo è stato possibile delineare una geografia dell’accoglienza e del respingimento dei membri del movimento pelagiano. Infatti, è soltanto al termine di questa indagine storica, durante il Concilio di Efeso (431), che anche in Oriente il pelagianesimo è diventato unanimemente un’eresia da condannare.
Nella seconda parte della ricerca sono stati analizzati i principali teologi e polemisti anti-pelagiani di lingua latina residenti in Oriente. Si tratta di Girolamo, Orosio, Heros e Lazzaro, accusatori di Pelagio durante il sinodo di Diospoli (415) e di Mario Mercatore. Questi autori sono stati messi a confronto con Agostino d’Ippona allo scopo di dimostrare la pluralità delle posizioni teologiche e delle rappresentazioni retoriche del pelagianesimo tra i suoi oppositori. Si è dimostrato, infatti, che opporsi al movimento pelagiano non ha significato necessariamente condividere in pieno una teologia di stampo agostiniano, nè la medesima impostazione retorica di Agostino.
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